Respirando male, un bambino in crescita può andare incontro ad un danno che diverrà permanente. Ad oggi si notano sempre più bimbi che trovano difficoltà a respirare bene con il nasino, posizionandosi spesso a bocca aperta durante il giorno o russando di notte. Fondamentale quindi è il riconoscimento, anche da parte dei genitori, di segni e sintomi di un respiratore orale.
Gli aspetti da tenere in considerazione per essere poi indirizzati allo specialista, otorinolaringoiatra e odontoiatra, sono:
1) Il mio bambino respira spesso con la bocca (quando guarda la tv, ascolta, gioca…)?
2)La sua respirazione è costante nel corso della giornata e nel corso dell’anno (migliora in estate, peggiora in primavera, russa di notte…)?
3)Ci sono in famiglia casi di allergia respiratoria?
4)Le adenoidi sono gonfie? È spesso presente febbre ed otiti ricorrenti?
5)Sono presenti delle alterazioni dentali (palato stretto, cross bite…)?
L’adattamento dalla respirazione nasale a quella orale consente il verificarsi di una serie di eventi dannosi. Questi cambiamenti possono comprendere le infezioni croniche dell’orecchio medio, le sinusiti, le infezioni delle alte vie respiratorie ed i disturbi del sonno come il russamento. Inoltre la respirazione orale si associa spesso con una diminuzione di ossigeno nei polmoni, che può condurre ad una mancanza di energia. I bambini con respirazio
ne orale possono affaticarsi più facilmente durante l’esercizio fisico ed apprendere di meno a scuola.
Una delle cause principali di ostruzione nasale nel bambino è la rinite allergica in cui la mucosa nasale si ingrossa e blocca il flusso di aria. La maggior parte delle risposte allergiche sono provocate da allergeni inalatori (sostanze capaci di provocare risposte allergiche). Le adenoidi spesso si ipertrofizzano
(ingrossano) in risposta ad infezioni nel naso e nei seni. L’otorinolaringoiatra sarà in grado mediante rinoscopia, di esplorare le cavità paranasali e rinofaringe, ed esame audiometrico, di individuare perdite della percezione uditiva. Altre cause di riduzione della respirazione nasale includono l’asma, presenza di polipi nasali, deviazione del setto e deformità congenite del naso.
Nell’adattamento della bocca per la respirazione orale cronica si hanno due cambiamenti principali: il labbro superiore viene sollevato, la mandibola viene mantenuta aperta e il mascellare superiore va incontro ad un iposviluppo.
La lingua che normalmente viene collocata vicino al palato scende sul pavimento della bocca, ed esce verso l’esterno per consentire l’ingresso di un maggiore volume di aria verso la gola. Di conseguenza, molte persone con respirazione orale hanno anche un tipo di deglutizione deviata, non corretta, che può alterare anche la produzione di alcuni fonemi (dislalie), tipicamente i suoni /s/ e /z/, in cui la lingua può fuoriuscire o interporsi tra i denti. Il risultato di queste anormali funzioni è che i bambini con respirazione orale hanno un più elevato rischio di svil
uppare una fisionomia facciale ben documentata, chiamata “faccia adenoidea” o “sindrome della faccia lunga”. Questi individui possono essere caratterizzati da una postura a bocca aperta, narici piccole e poco sviluppate, presenza di occhiaie, un labbro superiore sottile, un sorriso che mette in mostra denti e gengive (come risultato di una postura appesa della mandibola) ed un’espressione facciale svampita. A causa delle anormali forze muscolari agenti sulle mascelle, anche la posizione dei denti può essere interessata, creandosi le condizioni per le malposizioni dentali, quali affollamento di denti e morso incrociato, quando la mascella superiore è sottosviluppata e si colloca dentro la mandibola (nello sviluppo normale, i denti anteriori della mascella superiore includono quelli della mandibola quando la bocca è chiusa).
Il trattamento dell’ostruzione delle vie respiratorie nasali e della respirazione orale dovrebbe avere un approccio multidisciplinare che coinvolge l’allergologo, l’otorinolaringoiatra, l’ ortodontista, il pediatra e il logopedista.
In conclusione, l’obiettivo è quello di mantenere il più possibile pervie le prime vie aeree, e dunque un consiglio che dispendio ad ogni prima visita è l’esecuzione dei lavaggi nasali giornalieri, da Novembre a Maggio.
Il suggerimento è di prediligere l’utilizzo di soluzioni non in commercio (soluzioni saline…) ma “home made”. La ricetta prevede l’ottenimento di una soluzione isotonica con 1 Lt di acqua calda, in cui sciogliere 7gr di sale e 2gr di bicarbonato, che si mantiene in frigorifero per 5 giorni. Si utilizza poi una siringa da 5ml senza ago, e la si riempie di soluzione. I lavaggi vanno eseguiti nei bambini sempre in posizione eretta con il capo flesso, per i lattanti la mamma posizionerà il suo avambraccio sotto il pancino, con la testa del bimbo che guarda verso il basso e mai da un lato, per evitare che l’acqua ristagni nell’orecchio. La pressione sul pistone della siringa non deve essere eccessiva e veloce, ma graduale su entrambe le narici. Se avete eseguito correttamente l’operazione, vedrete uscire l’acqua dalla narice controlaterale. Questo permette un lavaggio di tutte le docce e le cavità nasali e quindi di liberare il nasino dal muco. Un’altra accortezza riguarda l’umidificazione degli ambienti, soprattutto d’inverno. A causa del riscaldamento, infatti, le stanze sono spesso molto secche. È bene invece mantenere un grado di umidità intorno al 50-55%.
Studio Odontoiatrico Dr.Campanelli
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