Sbiancamento Dentale: facciamo il punto.

 

Spesso e volentieri si sente parlare di sbiancamento dentale tramite social media e pubblicità.

Negli ultimi anni è cresciuta la richiesta da parte dei pazienti di migliorare l’estetica personale. 

Questo trattamento oggi viene visto, ed a volte descritto a scopo di marketing, come semplice, rapido e senza conseguenze.

Proprio per questo motivo noi professionisti della salute abbiamo il dovere di informare correttamente il paziente e fare chiarezza a riguardo.

Lo sbiancamento dentale è una procedura odontoiatrica che permette di schiarire il colore dei denti, rendendoli più bianchi.

 

Esistono due tipi di sbiancamento:

  • lo sbiancamento professionale, eseguito sotto la supervisione dell’odontoiatra, nel quale si utilizza un gel solitamente a base di alte concentrazioni di Perossido di Idrogeno;
  • lo sbiancamento domiciliare, eseguito a casa tramite l’utilizzo di mascherine su misura create attraverso la presa di un’impronta dentale e l’applicazione di un gel più blando a base di Perossido di Carbamide.

L’unione dei due trattamenti è ciò che garantisce un risultato ottimale a lungo termine.

Ovviamente non si esegue lo sbiancamento su denti non puliti, per questo si consiglia sempre di fare una igiene dentale prima.

Per quanto riguarda lo sbiancamento professionale, i risultati ottenuti nell’immediato sono ottimi, ma nel lungo periodo mediamente meno soddisfacenti. Il gel utilizzato è più aggressivo, per questo motivo viene effettuato in studio tramite l’utilizzo di barriere gengivali e con l’ausilio di una speciale lampada che ne potenzia l’effetto. La seduta dura circa 45 min – 1 h, in quanto vengono fatte più applicazioni del gel durante la stessa seduta.
Il dente non viene danneggiato, ma possono insorgere fenomeni di sensibilità che solitamente scompaiono nei giorni seguenti. 

Nello sbiancamento domiciliare invece viene utilizzato un gel meno aggressivo, in quanto viene applicato dal paziente all’interno della mascherina e lasciato agire per alcune ore. Il vantaggio di questo tipo di sbiancamento, unito a quello professionale, sta nel fatto che il risultato a lungo termine è più soddisfacente. Inoltre una volta esaurito il gel sbiancante non serve ripetere tutta la procedura dalla presa dell’impronta dentale, ma basta semplicemente acquistare delle nuove ricariche del gel, perchè la mascherina rimane al paziente.

Come funziona? Il meccanismo di azione è il medesimo per le due tipologie, il gel genera radicali di ossigeno che penetrano attraverso i prismi dello smalto eliminando le molecole responsabili delle pigmentazioni. Alcune sostanze quali il tabacco per esempio contengono molecole colorate che depositandosi sul dente lo pigmentano, rendendo i denti più scuri e meno piacevoli alla vista. 

Controindicazioni. Non ci sono controindicazioni assolute, ma i pazienti che soffrono di ipersensibilità dentinale necessitano di una valutazione accurata prima di procedere con il trattamento. Stesso discorso vale per chi è portatore di protesi o restauri conservativi (otturazioni) in zone estetiche, in quanto il gel sbiancante ha effetto sul dente, ma non sul materiale utilizzato per l’otturazione o la protesi. Il risultato in questa tipologia di pazienti potrebbe aumentare la differenza cromatica tra i denti naturali e gli altri. Anche nel caso di gravi discromie, sia fisiologiche sia derivanti da trattamenti canalari (devitalizzazioni) i risultati potrebbero essere meno soddisfacenti e anche in questo caso va valutata l’esecuzione del trattamento.

In conclusione il consiglio che possiamo darvi è quello di affidarvi all’esperienza ed alle conoscenze del vostro dentista che saprà consigliarvi al meglio, spesso l’unione dei due trattamenti è la soluzione per ottenere il risultato sperato.

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