Deglutizione deviata: quali sono le conseguenze?

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“In ogni battaglia tra i muscoli e l’osso alveolare, vince sempre il muscolo” (Garliner)

Nel corso della crescita il bambino modifica il suo modo di deglutire in base al tipo di alimentazione e al modo di nutrirsi.

– il lattante, che assume cibo liquido attraverso il seno materno o il biberon, sporge lievemente la lingua tra le gengive prive di denti e stringe le labbra per creare all’interno della bocca una pressione negativa che gli permette di ingoiare il latte (suckling). La tettarella del biberon e il seno materno sono appoggiati sulla lingua che compie un movimento in avanti per agevolare la deglutizione. Questa è la deglutizione infantile.

– il bambino più grande assume cibi solidi e dopo aver masticato chiude la bocca, serrando le labbra e i denti. La lingua dirige il cibo contro il palato e verso la gola: si appoggia in una zona particolare del palato chiamata “papilla palatina” o “spot”, localizzata pochi millimetri dietro ai denti incisivi superiori, poi si solleva e compie un movimento anteroposteriore che consente la deglutizione salivare. Questa è la deglutizione adulta.

In genere il passaggio dalla deglutizione infantile a quella adulta avviene attorno ai quattro anni, è possibile però che questa fisiologica maturazione del meccanismo di deglutizione non si verifichi, mantenendo quindi anche in età adulta la deglutizione di tipo infantile, chiamata perciò “deviata”.

La sua eziologia è multifattoriale, legata a cause diverse:

Stile di vita:

  • allattamento artificiale protratto,
  • svezzamento ritardato (normalmente, ha inizio al 5° mese e termina al 12°mese),
  • dieta povera di cibi solidi.

Abitudini viziate o non corrette:

  • succhiamento dito, labbra, guance, lingua o altri corpi estranei (lenzuolo, vestiti, matite),
  • succhiamento ciuccio e suo uso prolungato (oltre i 3 anni),
  • rosicchiamento unghie (onicofagia).

Patologie ORL (otorinolaringoiatriche):

  • respirazione orale,
  • adenoidi, tonsille ipertrofiche, disfunzione tubarica e/o otiti,
  • rinite allergica,
  • asma bronchiale.

Fattori anatomici:

  • frenulo linguale corto.  frenulo corto

 

 

la deglutizione deviata è associata ad anomalie che vanno al di là dell’alterazione del suo schema motorio e richiede quindi un intervento pluridisciplinare. Il quadro delle figure sanitarie può comprendere: l’otorinolaringoiatra, in caso di ipertrofia tonsillare o adenoidea o in caso di altre ostruzioni naso-faringee alla base di respirazione orale, il chirurgo orale, indispensabile per intervento di frenulectomia (in presenza di frenulo linguale corto), il pediatra, l’osteopata, che interverrà per risolvere problemi posturali, il foniatra, per la valutazione delle alterazioni fono-articolatorie (dislalie), il logopedista, figura che si occupa della rieducazione delle funzioni orali, e l’odontoiatra, per la cura delle alterazioni dell’apparato stomatognatico. Nei quadri di deglutizione deviata è sempre presente un quadro di malocclusione dentaria, anche quando la causa primaria è di altra pertinenza.

“Le dimensioni, la forma e la posizione delle arcate dentali sono legate soprattutto alle dimensioni, alla forma ed al comportamento delle parti molli che le circondano” (Rix e Ballard, 1945).

Questa citazione evidenzia l’esistenza di un rapporto biunivoco tra odontoiatria e logopedia, che rende possibile una collaborazione tra i tecnici dei due settori. Il trattamento di elezione per la deglutizione deviata è rappresentato dalla terapia miofunzionale che consiste in una serie di esercizi logopedici, aventi lo scopo di eliminare gli schemi motori atipici e fissare nuovi engrammi, ossia nuovi schemi neuromuscolari.

 

Dott.ssa Silvia Falaschini

Studio Odontoiatrico Dr. Carlo Campanelli

via Baracca 4 Castelfidardo

c.so C. Alberto 184 Ancona

 

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